"Specchio son io, specchio son io; niente parole, niente parole, potrai vedere l'estasi mia, se si fa occhio l'orecchio tuo". (Gialal ad-Din Rumi) Lo specchio riflette la verità, la conoscenza delle cose, del mondo e del sé. Lo specchio è un simbolo di saggezza e conoscenza, mentre, coperto di polvere, assume il significato dello spirito oscurato dall'ignoranza (a questo proposito pensiamo a quell' Elevage de poussière mirabilmente coltivata e rilevata da Man Ray e da Marcel Duchamp sul Grande Vetro). E' fondamentale ricordare che l'etimologia del termine speculazione, riflessione (ancora lo stesso doppio significato), pensiero, meditazione filosofica, deriva dalla parola latina speculum: all'origine speculare significa osservare i movimenti delle stelle nel cielo attraverso uno specchio. Analogamente sidus, stella, ci ha dato considerazione, che etimologicamente significa guardare l'insieme degli astri. Queste due parole astratte, che riguardano le più alte e complesse operazioni dell'intelletto, hanno le loro radici nello studio del cielo riflesso in uno specchio. Ma lo specchio restituisce della realtà un'immagine rovesciata, la speculazione è un'indiretta conoscenza lunare.
"Ecco un albero, al centro della terra, molto grande. L'albero cresceva, divenne potente, la sua altezza raggiungeva il cielo, la sua vista i confini della terra. La sua chioma era bella, abbondanti i suoi frutti; in lui ognuno trovava il proprio nutrimento...". (Dal sogno del re Nabuccodonosor)
L'albero mette in comunicazione tre livelli del cosmo: il sotterraneo con le profonde radici, la superficie terrestre con il tronco e il cielo con i rami e il fogliame che li riveste. I rettili strisciano a terra, gli uccelli volano in alto, stabilisce una relazione tra il mondo ctonio e il mondo uranio. Con il suo andamento verticale è legato al simbolismo ascensionale e alla figura della scala. Sostegno dell'universo, legame di tutte le cose, supporto della terra è pilastro centrale che sostiene il tempio o la casa, ma anche immagine della colonna vertebrale del corpo umano, tempio e casa dell'anima. L'Albero del mondo è un Albero della Vita ed è una rappresentazione dell'axis mundi non solo nella nostra cultura, dove è fortemente legato al simbolismo della croce, ma anche ad esempio nel buddhismo.
"Se l'albero potesse muoversi, e avesse piedi ed ali non penerebbe segato, né soffrirebbe ferite d'accetta... Anche se tu non hai piedi, scegli di viaggiare in te stesso, come miniera di rubini sii aperto all'influsso dei raggi del sole". (Gialal ad-Din Rumi)
Dall'ingresso delle antiche cantine del Castello di Ama, vediamo in fondo a uno scalone, ergersi un altissimo tronco, nel cui diametro è stato inserito, in una fenditura, quasi una ferita, uno specchio angolato con molteplici rifrazioni. Michelangelo Pistoletto ci ripropone, in un'immagine sintetica e potente, un lavoro all'interno della dialettica di unità e divisione dello specchio. Il corpo dell'albero raccoglie al suo interno lo specchio infinito del pensiero. All'esterno la corteccia è opaca, mentre all'interno regna la luce della mente. Il tronco è l'unicità, la materia, l'interno la molteplicità e la labirintica riflessione del pensiero. Come all'esterno il tronco si moltiplica nella foresta, così all'interno lo specchio si moltiplica nell'iterata rifrazione, fino a ospitare l'infinito. La parte interna è anche quella dove il tempo segna e disegna l'età dell'albero in cerchi concentrici. Con questa immagine icastica, semplice e profonda, Pistoletto ci ricorda che sempre il pensiero sta dentro alla fisicità del corpo.
Laura Cherubini